Europa

Nonostante la crisi economica globale e le turbolenze nell'area dell'euro, il mercato europeo rimane sempre un’area di riferimento importante per le aziende italiane.

 

Paesi aderenti all’Unione Europea rappresentano il 7 per cento della popolazione mondiale, ma gli scambi commerciali con il resto del mondo rappresentano circa il 20 per cento delle esportazioni e importazioni mondiali. I Paesi europei hanno mercati più facilmente raggiungibili, maturi commercialmente e con grande stabilità politica. Per molti settori i margini sono inferiori rispetto ai Paesi extraeuropei, ma per far capire l’importanza dell’import-export fra Nazioni europee basta citare il dato che due terzi degli scambi commerciali dei Paesi dell'Unione europea avvengono con altri Paesi dell'Unione europea.

 

Al di fuori dell’Unione europea i Paesi del Sud-Est Europa come Albania, Bosnia Erzegovina, Macedonia, Montenegro e Serbia godono di una posizione strategica e rappresentano nel complesso e singolarmente un importante mercato per i beni e servizi del Made in Italy, oltre che un ambiente favorevole all’insediamento produttivo di aziende italiane.

 

La Russia non è più una novità per le imprese italiane: l’Italia complessivamente è il quarto partner commerciale a livello mondiale e il secondo in Europa. Sono oltre 400 le imprese italiane che stabilmente operano all’interno della Federazione Russa. La percezione del made in Italy è legata soprattutto al settore agroalimentare, alla moda e al design, ma grande attenzione è riversata anche sulle imprese che operano nel campo delle infrastrutture. Autostrade, porti, aeroporti e alta velocità ferroviaria sono per il governo russo priorità, il cui adeguamento viene giudicato indispensabile per lo sviluppo del Paese.

 

Dal 2000 si è registrato un costante incremento nel volume degli scambi tra Italia e Turchia, oggi considerato Paese in piena crescita, che ha fatto registrare incrementi di tutti gli indicatori macro economici senza eguali in Europa. I prodotti esportati dall'Italia verso la Turchia sono essenzialmente beni strumentali, e abbigliamento, mentre, dalla Turchia, l'Italia importa soprattutto cuoio, prodotti in metallo e legati alla carta. Dal primo luglio 2012 è entrato in vigore il nuovo Codice commerciale, importante tappa nell'avvicinamento della legislazione turca agli standard europei.